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Investimento in Tunisia - Normativa ed Incentivi

Accordi commerciali preferenziali
La Tunisia è stato il primo paese della riva meridionale del Mediterraneo ad aver firmato nel 1995 un accordo di associazione e di libero scambio con l’Unione Europea. L’accordo firmato con l’Unione Europea avvia una nuova serie di accordi tra l’UE ed i paesi sud mediterranei, in vista di creare da qui al 2010 una vasta zona di libero scambio Euro-mediterranea.

La Tunisia è firmataria di numerosi accordi preferenziali con i paesi maghrebini ed arabi:
- ha avviato nel 1998 la messa in vigore dell’accordo regionale che istituisce la zona di libero scambio arabo per un periodo di dieci anni;
- ha avviato degli accordi bilaterali che istituiscono gradualmente una zona di libero scambio;

sono stati conclusi accordi con l’Egitto, il Marocco, la Giordania, la Libia e l’Irak, mentre sono in corso di compimento con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi.
La Tunisia gode di riduzioni tariffarie consentite nel quadro del Sistema Generalizzato di Preferenza (S.G.P.), essenzialmente per i prodotti manufatti agricoli e artigianali, con gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone, la Svizzera e l’Australia.
Essa usufruisce anche di un accesso preferenziale ai mercati di alcuni paesi africani ed in particolare degli Emirati Arabi e dei Paesi del Golfo Persico.

SETTORI MERCEOLOGICI INTERESSANTI

Le migliori opportunità di investimento in Tunisia sono rappresentate dai seguenti settori:
1) tessile ed abbigliamento
2) cuoio e calzaturificio
3) agroalimentare
4) imballaggio
5) impiantistica (idrica, di condizionamento…..)
6) elettronica
7) componentistica per automobili

Normativa societaria
L’ordinamento giuridico tunisino consacra la libertà d’investire sia per gli operatori tunisini, che per quelli esteri, e rafforza l’apertura dell’economia tunisina verso l’estero. Per quanto riguarda in particolare gli investimenti italiani, questi sono tutelati sulla base dell’accordo esistente tra l’Italia e la Tunisia per la promozione e la protezione reciproca degli investimenti, firmata il 17/10/1985.
Tra i vari regimi privilegiati esistenti in Tunisia, quelli che maggiormente interessano gli investitori esteri sono regolati dalle seguenti disposizioni di legge:
- legge n°92-81 del 03/08/1992 relativa alle Zone Franche
- legge n°93-120 del 27/12/1993 relativa al codice degli investimenti
- legge n°94-120 del07/03/1994 relativa alla società di commercio internazionale.

L’individuazione delle agevolazioni per le aziende che operano in Tunisia dipende dalla scelta che viene effettuata in merito alla destinazione dell’azienda:
1) trasformazione per il mercato interno
2) attività di trading
3) import oriented
4) export oriented.

La legge tunisina n.93-120 del 27/12/1993, individua una categoria di imprese “export oriented”, alle quali vengono concesse una serie di agevolazioni (fiscali, previdenziali, finanziarie etc).
Per avere diritto alle notevoli agevolazioni le società che producono beni destinati all’esportazione: a partire dal secondo anno di attività possono, a loro scelta, anche decidere di immettere sul mercato interno il 30% della loro produzione.
La società export ha inoltre l’obbligo di assumere, come direttore delle esportazioni, un doganiere, che controlli le movimentazioni dei prodotti, pagato dalla ditta e dallo stato nella misura del 50% ciascuno.
Le società export sono considerate “non residenti” (cd. “off shore” )quando sono partecipate per almeno il 66% da soggetti esteri.
Tali società, non essendo residenti, godono della più ampia libertà valutaria
Alla società definita come export “oriented”, (residente oppure off shore), nonché alle società che operano all’interno delle zone franche, vengono concesse agevolazioni, di varia natura di seguito descritte.

INCENTIVI FISCALI
Imposte Dirette
L’imposta sul reddito delle persone fisiche è applicata con aliquote variabili dallo 0%, per i redditi fino a 1.500 dinari, fino al 35% per i redditi superiori a 50.000 dinari.
L’imposta ordinaria sul reddito delle persone giuridiche è pari al:
• 35% sugli utili societari, per le imprese che operano sul mercato tunisino,
• 10% sugli utili societari delle piccole imprese agricole, artigianali, commerciali e delle
imprese di formazione.
Sono poi previste le seguenti agevolazioni:
• Esonero totale da tassazione, su domanda della società, per i redditi prodotti da attività di esportazione per i primi 10 anni; riduzione al 50% della tassazione a partire dall’11° anno per una durata di altri 10 anni;
• Esonero totale dei redditi derivanti da progetti di sviluppo regionali per i primi 10 anni; riduzione al 50 % della tassazione a partire dall’ 11° anno per una durata di altri 10 anni.
• Esonero dall’IRPEF per i redditi da lavoro dei dirigenti stranieri (max 3 addetti);
• Possibilità di scelta per un sistema di ammortamento regressivo per le attrezzature la cui durata di utilizzo superi i 7 anni.

IVA e dazi doganali
L’aliquota IVA di riferimento è il 18%. Esistono poi due aliquote inferiori del 6 e del 10%, per i prodotti sensibili e per alcuni beni strumentali e per una serie di servizi; esiste infine un’aliquota maggiorata pari al 29% su alcuni prodotti di lusso.
Per le società export l’importazione di beni macchinari e servizi necessari all’avvio e all’installazione dell’azienda, compresi gli autoveicoli per lo spostamento del manager, sono in esenzione iva.
Tale esenzione è estesa anche all’importazione di materie prime e semi-lavorati, da impiegare nella produzione di beni destinati all’esportazione.
Le aliquote delle tasse doganali variano dallo 0% sino ad un massimo del 43%, in base alla tipologia del prodotto e delle attività svolte. Vale quanto detto per l’Iva: in generale le società residenti sono soggette al pagamento dei dazi doganali, mentre le società esportatrici ne sono esentate.
Va tuttavia precisato che anche le società residenti tunisine possono essere esentate dal pagamento del dazio, qualora l’acquisto riguardi materie prime relative alla produzione di beni destinati all’esportazione, beni non prodotti localmente, beni acquistati da soggetti individuati in un apposito elenco ( alberghi, discoteche ...).

Riepilogando, è prevista la completa eclusione da dazi doganali ed IVA per:
• la importazione di materie prime destinate ad essere impiegate nei prodotti destinati
all’export;
• la importazione di macchinari destinati alla produzione di beni esportati;
• la importazione di auto personali di cc oltre 2000 per dirigenti (per le quali il dazio arriverebbe fino al 300 % e l’IVA al 29 %).

Rimpatrio utili alla società madre italiana
Il D.M. 21/11/2001 dello stato italiano ha inserito la Tunisia nella lista dei Paesi extracee, che possono godere dello stesso trattamento riservato ai dividendi distribuiti da società partecipate residenti in Europa (white list).
In base a tale direttiva madre-figlia (art.96 bis del TUIR) la distribuzione di dividendi da una società tunisina, partecipata da una società italiana, è assoggettata in Italia all’irpeg del 1,65% (5% del 33%).

Incentivi per investimenti e assunzioni
Sono previste alcune rilevanti sovvenzioni per le imprese export (residenti oppure off shore), che effettuano investimenti ed incrementano l’occupazione.
Le imprese operanti in particolari zone depresse all’interno del territorio tunisino (vedi mappa allegata), possono usufruire di un contributo statale a fondo perduto, pari al 25% dell’investimento in macchinari, senza limite di importo; sono quindi esclusi dall’agevolazione i fabbricati.

Sono poi previsti alcuni contributi specifici per:
• la protezione dell’ambiente: 20% del costo degli impianti
• lo sviluppo regionale: 15 o 25% del costo del progetto in base al luogo dell’impianto
• lo sviluppo agricolo: 7% del costo del progetto con un premio addizionale dell’8% per i progetti agricoli nelle zone aride e del 25% per i progetti di pesca nei porti del litorale.

E’ prevista inoltre la possibilità di presa in carico, totale o parziale, da parte dello Stato di alcune spese infrastrutturali:
• per la sistemazione delle zone destinate all’acquacoltura e alle colture che utilizzano la
geotermia;
• per i progetti collocati nelle zone d’incentivazione allo sviluppo regionale.

Le sovvenzioni per l’occupazione sono previste per :
- gli assunti che provengono dal “centro formazione tunisino” (scuola professionale): 60% dell’intero costo sostenuto per il lavoratore dipendente nei primi due anni, o in un numero maggiore di anni a particolari condizioni;
- le assunzioni di laureati: 65% dell’intero costo sostenuto (regime speciale);
- le spese di formazione del personale in Tunisia: 100 % dell’intero costo, se effettuato da docente Tunisino, oppure il 50 % dell’intero costo se effettuato da docenti stranieri.

contesto generale economia investimenti stranieri
investimenti italiani in tunisia sviluppo previsto giudizi sul rischio paese
fattori produttivi normativa ed incentivi finanziamenti agevolati
distretto industriale di enfidhaville

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